Esultanza dei giocatori del Milan dopo la vittoria contro il Torino a San Siro

Serviva una reazione dopo il passo falso all'Olimpico contro la Lazio e il Milan l'ha trovata nel modo più spettacolare. Davanti ai 73 000 di San Siro, i rossoneri di Massimiliano Allegri hanno ribaltato un primo tempo complicato e battuto il Torino per 3-2 nella 30ª giornata di Serie A, con una ripresa travolgente aperta dal missile di Pavlovic e chiusa dalla doppietta lampo di Rabiot e Fofana. Tre punti d'oro che valgono il sorpasso sul Napoli e il ritorno al secondo posto in classifica, a sei lunghezze dall'Inter capolista. Una vittoria di carattere che rilancia le ambizioni rossonere in vista dello scontro diretto al Maradona.

Un primo tempo da dimenticare: il Torino detta legge

Chi si aspettava un Milan arrembante fin dal fischio d'inizio è rimasto deluso. I primi 35 minuti di gioco hanno raccontato una squadra contratta, lenta nella circolazione di palla e incapace di reggere l'intensità imposta dal Torino di Roberto D'Aversa. I granata sono arrivati a San Siro con un piano preciso: pressing alto coordinato, linee strette e ripartenze affidate alla velocità di Simeone e Zapata.

I numeri del primo tempo lo confermano senza appello: il Torino ha chiuso la frazione con un indice di gol attesi (xG) di 1.31 contro appena 0.32 dei rossoneri. Gineitis ha sfiorato il vantaggio con un tiro dalla distanza al 30', Pedersen ha messo in apprensione la difesa con le sue sovrapposizioni sulla fascia destra. Il Milan faticava a uscire dalla propria metà campo e Füllkrug, alla sua seconda partita da titolare in rossonero, non riusciva a trovare i giusti riferimenti con i compagni.

La scelta di schierare un ibrido tra il 3-5-2 e il 4-3-3 ha creato confusione nei meccanismi difensivi. Tomori, nervoso fin dai primi minuti, ha accumulato un'ammonizione che si sarebbe rivelata decisiva nelle scelte di Allegri all'intervallo.

Il missile di Pavlovic: un gol dal nulla che ha cambiato la partita

Quando tutto sembrava andare nella direzione sbagliata, è arrivata la giocata che ha capovolto l'inerzia del match. Al 37' Strahinja Pavlovic ha raccolto un pallone sulla trequarti dopo un tentativo di spizzata aerea di Saul Coco, se lo è aggiustato col sinistro e ha lasciato partire un tiro devastante da circa 25 metri. La palla ha colpito la parte interna della traversa prima di insaccarsi alle spalle di Paleari, che non ha potuto far altro che guardare.

Un gol che è una rarità assoluta per questo Milan: la squadra di Allegri segna pochissimo dalla distanza e vedere un difensore centrale sbloccare la partita con un destro al fulmicotone ha sorpreso tutti, avversari compresi. Per Pavlovic si tratta del quarto gol in campionato, un numero notevole per un centrale che sta vivendo una stagione di grande crescita.

La reazione di Pavlovic a DAZN

"Il gol? Fortuna." — ha detto ridendo il difensore serbo. Ma la potenza del tiro e la traiettoria raccontano una storia diversa: quella di un giocatore che sta acquisendo fiducia e personalità partita dopo partita.

Il pareggio di Simeone e l'intervallo della svolta

La gioia per il vantaggio è durata appena sette minuti. Al 44' Vlasic ha calciato dalla distanza con il sinistro, trovando la deviazione del palo dopo il tocco di Maignan. Il pallone è rimbalzato sulla schiena del portiere francese finendo nella zona più pericolosa possibile: l'area piccola. Giovanni Simeone, più reattivo di De Winter, si è avventato sulla sfera e ha depositato in rete l'1-1. L'ottavo gol stagionale in campionato per il figlio d'arte, che conferma il suo ottimo momento di forma.

Un colpo durissimo per il morale del Milan, che è rientrato negli spogliatoi con la consapevolezza di aver subito più di quanto avesse creato. Ma è proprio all'intervallo che Allegri ha preso la decisione che avrebbe cambiato la partita.

La mossa tattica

Allegri ha sostituito Tomori (ammonito e a rischio) inserendo Athekame e passando definitivamente alla difesa a quattro. Una scelta che ha dato maggiore equilibrio alla squadra e ha permesso al Milan di alzare il baricentro nella ripresa, occupando la metà campo del Torino con maggiore continuità.

Due minuti di fuoco: Rabiot e Fofana ribaltano tutto

Il secondo tempo è cominciato con un Milan irriconoscibile rispetto alla prima frazione. Il pressing è diventato alto e aggressivo, la circolazione di palla più fluida e le giocate offensive più coraggiose. Il Torino, che aveva dominato per 45 minuti, si è trovato improvvisamente schiacciato nella propria area di rigore.

Al 54' è arrivato il gol che ha riportato i rossoneri in vantaggio. Modric ha trovato Pulisic con un lancio filtrante sulla destra, l'americano ha controllato e messo un cross preciso verso il secondo palo dove Adrien Rabiot ha anticipato Pedersen e insaccato a porta vuota. Il 2-1 per il centrocampista francese, che aveva già segnato anche nel match d'andata contro il Torino.

Neanche il tempo di riprendere fiato e il Milan ha calato il tris. Al 56', appena due minuti dopo, Athekame ha servito in profondità Fofana, che si è presentato davanti a Paleari con una giocata di grande classe: controllo di suola, spostamento sul destro e tiro secco sotto la traversa. Il 3-1 ha fatto esplodere San Siro.

37' Pavlovic, sinistro da 25 metri
54' Rabiot, tap-in su cross di Pulisic
56' Fofana, destro dopo assist di Athekame
2 Minuti tra il 2-1 e il 3-1

La celebrazione di Fofana ha strappato un sorriso a tutto lo stadio. Il centrocampista francese ha mescolato le esultanze di Leao e Pulisic, spiegando poi ai microfoni di DAZN con una risata: "Ho pensato che se festeggio come loro magari segno più spesso". Un momento di leggerezza che ha raccontato la gioia di un gruppo ritrovato.

Il finale: il rigore di Vlasic e il ritorno di Gimenez

Il Torino non si è arreso e ha continuato a creare pericoli. Al 67' Simeone ha sfiorato la doppietta con un sinistro al volo che ha trovato la risposta prodigiosa di Maignan con il piede. Una parata di puro istinto che ha mantenuto il doppio vantaggio rossonero in un momento delicato.

All'83' il Torino ha accorciato le distanze su calcio di rigore. Dopo un contatto in area tra Pavlovic e Simeone, il VAR ha richiamato l'arbitro Fourneau al monitor. Il penalty è stato giudicato netto e Vlasic dal dischetto non ha sbagliato, incrociando all'incrocio dei pali con il destro e spiazzando Maignan. Il 3-2 ha riacceso il Torino e acceso gli ultimi minuti di tensione.

Nel finale il Milan ha saputo gestire la pressione con esperienza. Un momento particolarmente significativo è arrivato al 77', quando Santiago Gimenez è entrato in campo al posto di Pulisic. Per l'attaccante messicano si tratta del ritorno in campo dopo circa quattro mesi e mezzo di assenza per infortunio: un recupero importante in vista del rush finale della stagione. Nel recupero Odogu ha preso il posto di Saelemaekers per blindare il risultato e il Milan ha portato a casa tre punti fondamentali.

Le parole del dopo gara

Allegri a DAZN non ha nascosto la soddisfazione per la reazione della squadra: "La partita era molto importante, venivamo dalla sconfitta con la Lazio. Il Torino ci ha messo in difficoltà nel primo tempo. Nella ripresa i ragazzi sono cresciuti fisicamente". Poi con il suo classico umorismo ha aggiunto: "Ho detto ai ragazzi: per favore non mi rovinate la sosta, è l'unica cosa che vi chiedo".

Fofana ha elogiato il cambio di atteggiamento: "Dopo il primo tempo abbiamo capito che non eravamo abbastanza aggressivi in fase offensiva. Il gol di Pavlovic è stato incredibile, non è stata fortuna". Parole che contraddicono scherzosamente quelle dello stesso difensore serbo.

Dall'altra parte D'Aversa ha rivendicato l'ottima prestazione del suo Torino: "Meritavamo di essere in vantaggio all'intervallo. Ci sono stati sette minuti a inizio secondo tempo in cui non abbiamo letto il loro cambio di sistema e ci siamo fatti sorprendere. Ma tre quarti del bicchiere sono pieni. Sono orgoglioso di essere venuti a San Siro con questo atteggiamento".

Tabellino e formazioni

MILAN (3-5-2 poi 4-3-3): Maignan; Saelemaekers (91' Odogu), De Winter, Pavlovic, Tomori (46' Athekame), Bartesaghi; Modric, Fofana (70' Ricci), Rabiot; Pulisic (77' Gimenez), Füllkrug (70' Nkunku).
All.: Allegri

TORINO (3-5-1-1): Paleari; Ebosse (89' Kulenovic), Saul Coco, Ismajli; Pedersen, Gineitis (74' Casadei), Prati (63' Ilkhan), Vlasic, Obrador (89' Nkounkou); Simeone, Zapata (63' Che Adams).
All.: D'Aversa

Arbitro: Fourneau
Gol: 37' Pavlovic (M), 44' Simeone (T), 54' Rabiot (M), 56' Fofana (M), 83' Vlasic rig. (T)
Ammoniti: Tomori (M), Pavlovic (M), Gimenez (M), Ilkhan (T), D'Aversa (T)
Spettatori: 73 000

Classifica e prossimo impegno

Con questa vittoria il Milan sale a quota secondo posto in classifica, scavalcando il Napoli e portandosi a sei punti dall'Inter capolista. Se i nerazzurri di Inzaghi dovessero perdere punti a Firenze, il distacco potrebbe ridursi ulteriormente. La corsa scudetto resta apertissima e la sconfitta con la Lazio sembra già un ricordo lontano.

Il prossimo appuntamento per i rossoneri è di quelli che pesano come un macigno. Dopo la sosta per le nazionali, il Milan sarà ospite del Napoli al Maradona: una sfida diretta che potrebbe ridefinire gli equilibri nella parte alta della classifica. Allegri avrà due settimane per preparare la partita e per recuperare al meglio Gimenez, il cui ritorno in campo rappresenta un'arma in più per il finale di stagione.

2° Posizione in classifica
-5 Punti dall'Inter capolista
30 Giornate disputate
73 000 Spettatori a San Siro

Il Milan ha mostrato il volto migliore quando serviva di più. La capacità di ribaltare una partita complicata, di reagire alle difficoltà con personalità e qualità è il segnale più incoraggiante che Allegri potesse ricevere alla vigilia della sosta. Pavlovic con il suo sinistro, Rabiot con il tempismo perfetto e Fofana con la classe sotto porta hanno scritto una pagina importante di questa stagione. Ora testa al Napoli: la corsa per lo scudetto è tutt'altro che finita.

Forza Milan, sempre.