Serata da incubo a San Siro. Nella 36ª giornata di Serie A, l'Atalanta di Raffaele Palladino espugna il Giuseppe Meazza battendo il Milan di Massimiliano Allegri per 2-3. Éderson al 7', Davide Zappacosta al 29' e Giacomo Raspadori al 51' firmano il tris bergamasco; il Milan si sveglia troppo tardi e accorcia solo nel finale con Strahinja Pavlović all'88' e Christopher Nkunku su rigore al 90+4'. Una figuraccia fischiata sonoramente dallo stadio, che rimette pesantemente in discussione la corsa Champions League a due giornate dalla fine. Allegri e Igli Tare nel post promettono lavoro e ritiro, dagli studi tv piovono critiche durissime: «zero identità, zero personalità, zero di tutto».
Cronaca: Atalanta padrona, Milan in piedi solo a partita finita
Il Milan scende in campo con il 3-5-2 annunciato alla vigilia, ma con una sorpresa che pesa: Rafael Leao torna titolare in coppia con Santiago Giménez, mentre Christian Pulisic resta fuori dall'undici di partenza. Davanti a Mike Maignan la difesa a tre composta da Koni De Winter, Matteo Gabbia e Strahinja Pavlović; sulle fasce Alexis Saelemaekers a destra e Davide Bartesaghi a sinistra, in mediana il trio Saelemaekers-Ricci-Rabiot integrato da Ruben Loftus-Cheek mezzala. L'Atalanta di Palladino risponde con il suo 3-4-2-1: Marco Carnesecchi in porta, Nikola Krstovic punta centrale supportato da Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori.
L'avvio è un trauma. Al 7' l'Atalanta passa: incursione bergamasca sulla destra e conclusione vincente di Éderson, il Milan si scopre disorganizzato e la difesa rossonera non riesce a contenere il primo affondo nerazzurro. 0-1, San Siro inizia a mugugnare. Al 29' arriva la mazzata del raddoppio: cross dalla destra e Davide Zappacosta è lasciato libero di colpire, palla in rete e 0-2 ospite. Il primo tempo si chiude tra fischi e silenzio inquietante: il Milan prova qualcosa con Rabiot ma non riesce a costruire occasioni vere.
Nella ripresa Allegri getta nella mischia Nkunku al 46' al posto di un Leao uscito tra i fischi del Meazza dopo aver sciupato una buonissima opportunità per accorciare. Ma al 51' arriva il colpo del ko: Ricci perde un pallone sanguinoso a centrocampo, l'Atalanta riparte e Raspadori firma lo 0-3. Al 58' il tecnico cambia ancora: dentro Zachary Athekame, Youssouf Fofana e Niclas Füllkrug. La squadra si scuote, Rabiot colpisce un palo e Füllkrug si vede annullare un gol; Nkunku impegna seriamente Carnesecchi in un'uscita disperata. Ma il muro nerazzurro regge fino all'88', quando Pavlović — il più in palla del Milan — trova il gol dell'1-3. Nel recupero, al 90+4', lo stesso Nkunku trasforma un rigore concesso per fallo in area e fissa il 2-3 finale. Troppo poco, troppo tardi.
Le pagelle del Milan: Pavlović l'unico a salvarsi, Leao e Giménez bocciati
Le valutazioni sono una media dei voti assegnati da Milanistichannel, Milanday e AcMilanInside (solo Milan).
Pagelle Milan — titolari
Maignan 5 — Fa quel che può nel primo tempo, ma sul terzo gol può fare di più. «Non ha molte colpe se la difesa rossonera barcolla» scrive Milanistichannel.
De Winter 4,5 — Bocciato. Troppo morbido in marcatura, perde sicurezza durante il match e non è vigile sui gol subiti.
Gabbia 5 — Serata difficile contro Krstovic, soffre nei duelli fisici. Non è più il difensore rilanciato del post-Verona.
Pavlović 6 — Migliore del Milan tra i titolari. Cresce nella ripresa, segna il gol che limita il passivo. «Sempre l'ultimo ad arrendersi» scrive Milanistichannel, «l'unico a metterci voglia» per Milanday.
Saelemaekers 4,5 — Prestazione disastrosa, ammonito in modo evitabile. Fatica tantissimo sulla sua fascia, esce all'intervallo dei cambi.
Loftus-Cheek 4,5 — Fisicamente fragile, incapace di reggere i contrasti. Senza guizzi né inserimenti, prova opaca.
Ricci 4,5 — Mai dentro la partita. «La superficialità con cui perde la palla dello 0-3 è troppo grave» scrive Milanday: una macchia che pesa su tutta la serata.
Rabiot 5 — Discreto in avvio, colpisce un palo nel secondo tempo ma non basta. Insufficiente nella leadership che il momento richiederebbe.
Bartesaghi 5 — Qualità bassa nei cross, poca incisività offensiva. «Travolto dall'ambiente, irriconoscibile rispetto ad inizio stagione» per Milanday.
Leao 4 — Flop di giornata insieme a Giménez. Si mangia il gol dell'1-2, perde palloni, viene ammonito ed esce tra i fischi al 46'.
Giménez 4 — Lasciato solo in attacco, pochi palloni giocabili. «Come i suoi gol quest'anno», sentenzia Milanday.
Pagelle Milan — subentrati
Nkunku 6 — Migliore del Milan in assoluto. Crea pericoli, costringe Carnesecchi a una grande uscita, trasforma il rigore del 2-3 nel recupero.
Athekame 6 — Solita voglia e spirito. «Uno dei pochi su cui si può puntare» per Milanday.
Füllkrug 5,5 — Colpisce una traversa, gli annullano un gol. Prova generosa.
Fofana 5 — Porta energia ma si mangia un gol da posizione invitante. Insufficiente.
Estupiñán 5 — Ammonito, salterà la prossima.
Allenatore
Allegri 5 — La squadra non gli risponde più. La qualificazione Champions League è a serio rischio.
Il tabellino di Milan-Atalanta 2-3
Tabellino
Milan 2 — Atalanta 3 (0-2 primo tempo)
Marcatori: Éderson 7' (A), Zappacosta 29' (A), Raspadori 51' (A), Pavlović 88' (M), Nkunku 90+4' rig. (M)
Milan (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Ricci, Rabiot, Bartesaghi (80' Estupiñán); Leao (46' Nkunku), Giménez. Subentrati al 58': Athekame, Fofana, Füllkrug. All. Allegri.
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Bellanova, De Roon, Éderson, Zappacosta; De Ketelaere, Raspadori; Krstovic. All. Palladino.
Ammoniti Milan: Saelemaekers, Leao, Estupiñán.
Gol annullato: Füllkrug (M) nel secondo tempo.
Allegri nel post: «Abbiamo perso la solidità, ora servono sei punti»
Ai microfoni del dopopartita Massimiliano Allegri non cerca alibi. «La partita è iniziata male, siamo crollati e abbiamo subito gol subito. Almeno abbiamo segnato di nuovo, è un segnale positivo», dice il tecnico livornese commentando un avvio che ha indirizzato la serata. Sulla fragilità difensiva l'analisi è secca: «Abbiamo perso quella solidità difensiva che avevamo. Adesso siamo troppo frettolosi e disorganizzati per troppa voglia. Subiamo gol troppo facilmente, forse perché non lavoriamo bene come squadra».
Sul caso Leao — sostituito al 46' tra i fischi — Allegri sceglie la linea morbida: «Non ci sono problemi con Rafa o nessun altro individualmente. La priorità è la squadra. Lui ha avuto situazioni favorevoli ma sfortunatamente non ne ha capitalizzato nelle ultime due partite». Lo sguardo è già sul prossimo turno, in trasferta a Marassi contro il Genoa: «Non ha senso discutere di quanto successo finora. Servirà una settimana di preparazione per il Genoa. Domenica dobbiamo giocare con entusiasmo e determinazione per ottenere quella vittoria di cui abbiamo bisogno». E sulla Champions: «La Champions League non è mai stata una certezza. Dobbiamo vincere le nostre partite a prescindere. Un pareggio sarebbe stato importante ma non avrebbe cambiato molto, ci servono sei punti».
Tare apre al ritiro: «I tifosi si meritano altro»
Il direttore sportivo Igli Tare si presenta in conferenza con la consapevolezza che il momento è durissimo. «Nelle ultime partite è mancata lucidità, i tifosi si meritano altro», esordisce il dirigente albanese, riconoscendo apertamente che le contestazioni della Curva Sud sono «critiche meritate»: «La protesta non ti lascia sentimento bello ma sono critiche meritate». Tare apre anche all'ipotesi di un ritiro per analizzare in modo approfondito quanto sta accadendo a Milanello, vista la trasferta di Genova alle porte.
Sulla figura di Leao, oggetto di forte critica per la prestazione, Tare mette le mani avanti: «Leao è un giocatore fondamentale, il resto sono solo chiacchiere». Quanto al proprio futuro personale, dopo le indiscrezioni di stampa sulle settimane di tensione tra dirigenza e tecnico, il direttore taglia corto: nessun segnale ricevuto dalla proprietà, focus solo sugli obiettivi della stagione. La squadra ha perso fiducia dopo la sconfitta interna con la Lazio e da quel momento le prestazioni hanno cambiato passo, nonostante i mesi di calcio solido prima della stretta finale.
Di Canio e Marchegiani durissimi: «Zero identità, fatica mentale»
Dagli studi di Sky Sport il giudizio è senza sconti. Paolo Di Canio non risparmia nulla: «Zero identità, personalità ed entusiasmo. Oggi si sono visti, nonostante l'impegno. Mancano coraggio, personaggio, quel qualcosa di mettersi del proprio. Oggi zero di tutto». L'ex attaccante boccia anche la rosa: «Alcuni giocatori hanno dimostrato di non avere la struttura per giocare in Champions. In questa situazione si vede la statura di giocatori che non è adatta per una maglia così pesante». E sui rientri dalla panchina, ovvero il segnale più positivo della serata, una stoccata: «I 5 entrati hanno fatto bene, ma l'avessero fatto per tutto l'anno…».
Tono leggermente diverso ma analisi non meno preoccupante per Luca Marchegiani, anche lui ospite di Sky: «Il clima di oggi non ha aiutato la squadra». L'ex portiere parla di una fatica mentale prevalente rispetto a quella fisica, sottolineando come il Milan si appoggi alla personalità di pochi singoli, creando squilibri nel resto della squadra. La reazione finale, secondo lui, è arrivata grazie all'inserimento dei cambi che hanno alzato l'intensità, ma il Milan ha rischiato perfino di subire il quarto gol nei minuti in cui spingeva per il pareggio.
Classifica: Champions ora è davvero in bilico, due gare per crederci
La sconfitta interna contro l'Atalanta è un colpo durissimo nella corsa per la Champions League. La striscia recente parla chiaro: una sola vittoria nelle ultime cinque giornate, ora un'altra sconfitta interna e il calendario lascia solo due partite a disposizione di Allegri per agganciare il pass europeo. La Juventus e le altre concorrenti dietro guardano con interesse, mentre l'Atalanta, come ha rivendicato Carnesecchi nel post, «ha blindato il settimo posto» e si gioca un piazzamento europeo che a inizio anno sembrava in salita.
Il calendario, prima del giudizio finale: Genoa-Milan alla 37ª giornata e Milan-Cagliari all'ultima. Sei punti su sei diventano l'obiettivo minimo e anche così il discorso resta legato ai risultati delle dirette concorrenti. Tare e Allegri chiedono lo stesso requisito: lucidità, ordine, fame. Ingredienti che a San Siro contro l'Atalanta non si sono visti.
Ora Genoa-Milan: testa al Marassi, possibile ritiro a Milanello
Cresce l'attesa per Genoa-Milan, in programma alla 37ª giornata di Serie A. La squadra ha sette giorni per ritrovare i pezzi e provare a rimettere insieme una stagione che è scivolata via nel mese più sbagliato possibile. Tare, come detto, ha aperto all'ipotesi di un ritiro per analizzare le cose e ricompattare il gruppo: una mossa simbolica, che pesa più sul piano comunicativo che su quello tecnico, ma che dice molto sul livello di allarme che si respira a Casa Milan.
Allegri dovrà recuperare anche dal punto di vista psicologico la rosa, oltre che dal piano fisico: la fatica mentale è il tema centrale evidenziato da più analisti. Sul piano disciplinare, l'unico ammonito che paga dazio è Estupiñán, in dubbio per Marassi; restano da valutare gli altri ammoniti di giornata (Saelemaekers e Leao) e la lista diffidati. Il Genoa, dal canto suo, è già salvo e potrebbe affrontare la partita con grande tranquillità: il classico contesto in cui un Milan ferito può fare male, oppure soccombere ancora.
Una serata che pesa molto più di tre punti. Il Milan esce dal Meazza con la Champions League in bilico, la Curva Sud contro e l'autocritica della dirigenza. Il finale di stagione si gioca in due partite, ma la sensazione è che la vera battaglia sia già quella mentale: ritrovare identità, coraggio, voglia. Ingredienti che è toccato ai cambi dell'88' e del recupero ricordare a chi sta in campo dal 1'. Ora testa al Genoa: serve un'altra squadra.
Forza Milan, sempre.