Pasquetta amara per il Milan. Allo Stadio Diego Armando Maradona, nella 31ª giornata di Serie A, il Napoli di Antonio Conte batte i rossoneri 1-0 con un gol di Matteo Politano al 79', entrato dalla panchina appena pochi secondi prima. Una sconfitta che fa male non tanto per il risultato — una partita decisa da un singolo episodio — quanto per le sue conseguenze: il Milan scende dal secondo al terzo posto in classifica e Massimiliano Allegri, nel post-partita, pronuncia le parole che nessun tifoso rossonero voleva sentire: "La corsa scudetto credo che ormai abbiamo dato". L'obiettivo ora è uno solo: blindare la qualificazione alla Champions League.
Un primo tempo bloccato: tattica contro tattica al Maradona
La sfida tra Napoli e Milan, tanto attesa dopo la preview dello spareggio scudetto, si è rivelata una partita di studio e posizionamento più che di occasioni da gol. Conte ha schierato il suo 3-4-2-1 con una novità forzata in attacco: Rasmus Hojlund, fermato da una sindrome influenzale alla vigilia, è stato sostituito dal giovane Giovane come prima punta, con De Bruyne e McTominay alle sue spalle. Allegri ha risposto con un 3-5-2 compatto, affidandosi al tandem Nkunku-Füllkrug e lasciando in panchina le stelle Leao e Pulisic.
Il primo tempo è scivolato via senza sussulti. Il Napoli ha controllato il possesso palla — chiuderà la serata con il 60% — ma senza trovare sbocchi offensivi concreti. Il Milan, dal canto suo, si è difeso con ordine ma ha faticato a ripartire con efficacia. Giovane ha tentato un sinistro dalla distanza che ha impegnato Maignan in una parata non complicata. Dall'altra parte, Nkunku ha provato a creare qualcosa con un paio di strappi in velocità, ma il suo è rimasto l'unico tiro rossonero del primo tempo. Pavlovic si è reso protagonista di un intervento provvidenziale anticipando Giovane in area, confermandosi il miglior difensore rossonero della serata. Buongiorno è stato ammonito al 12'.
Il primo tempo in numeri racconta una partita bloccata: tanto possesso per il Napoli ma poche conclusioni pericolose, grande compattezza difensiva del Milan ma zero creatività offensiva. Una sfida tattica in cui nessuna delle due squadre ha voluto rischiare il primo passo falso.
Il secondo tempo e il gol di Politano al 79'
La ripresa si è aperta con un Napoli leggermente più intraprendente. Giovane ha testato Maignan con un buon sinistro da fuori area, respinto senza problemi dal portiere francese. Allegri ha mosso le prime pedine al 62': fuori Saelemaekers e Füllkrug, dentro Athekame e Gimenez per cercare maggiore dinamismo e pericolosità in area. Conte ha risposto al 70', inserendo il brasiliano Alisson al posto di Giovane per dare freschezza al reparto offensivo.
Al 74' Allegri ha giocato un'altra carta: fuori Nkunku, dentro Pulisic per provare a cambiare passo sulla trequarti. Ma la partita si è decisa cinque minuti dopo, al 79'. Conte ha inserito Politano al posto di Spinazzola e l'attaccante napoletano ha impiegato pochi secondi per lasciare il segno.
Il gol che ha deciso la partita
L'azione è nata sulla fascia sinistra: Olivera ha crossato dalla corsia mancina, il pallone ha trovato la deviazione sfortunata di De Winter che ha tagliato fuori la difesa rossonera e Politano, appena entrato in campo, si è trovato il pallone tra i piedi a pochi metri dalla porta. La conclusione in diagonale del numero 21 azzurro non ha lasciato scampo a Maignan: Napoli-Milan 1-0.
All'82' Allegri ha gettato nella mischia anche Leao e Loftus-Cheek al posto di Fofana e Tomori per tentare il tutto per tutto. Ma la manovra offensiva del Milan è rimasta sterile, incapace di creare un'occasione nitida per il pareggio. All'85' Conte ha chiuso la partita con gli ingressi di Elmas e Beukema per De Bruyne e Juan Jesus, blindando il risultato fino al fischio finale di Doveri.
Le scelte di Allegri: il 3-5-2 senza Leao e Pulisic
La decisione più discussa della serata è stata quella di lasciare in panchina i due giocatori più talentuosi della rosa. Allegri ha spiegato le motivazioni nel post-partita: "Pulisic è rientrato venerdì dal ritiro con gli Stati Uniti, Leao è stato 12 giorni fermo per infortunio. I giocatori non sono delle macchine che le accendi e partono". Una scelta pragmatica che ha privilegiato la tenuta fisica rispetto alla qualità pura, ma che ha privato il Milan delle sue armi offensive più pericolose.
Il 3-5-2 ha garantito solidità difensiva — il Napoli ha creato pochissimo per oltre 75 minuti — ma la mancanza di fantasia e velocità negli ultimi trenta metri ha pesato enormemente. Füllkrug è apparso isolato e mai pericoloso, Nkunku ha tentato qualche iniziativa personale senza successo. Quando Allegri ha finalmente mandato in campo i rinforzi offensivi dalla panchina, era ormai troppo tardi.
L'analisi tattica di Allegri
"È stata una gara con poche occasioni e chi si portava a suo favore un episodio l'avrebbe vinta". L'allenatore ha anche aperto al 4-3-3 dal primo minuto nelle prossime gare: "È una soluzione che potremmo vedere, ma dipende sempre dalla condizione".
Formazioni ufficiali e tabellino di Napoli-Milan
NAPOLI (3-4-2-1): Milinković-Savić; Juan Jesus (85' Beukema), Buongiorno, Olivera; Gutiérrez, Lobotka, Anguissa, Spinazzola (79' Politano); De Bruyne (85' Elmas), McTominay; Giovane (70' Alisson).
All.: Conte
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (82' Loftus-Cheek), De Winter, Pavlović; Saelemaekers (62' Athekame), Fofana (82' Leão), Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (74' Pulisic), Füllkrug (62' Gimenez).
All.: Allegri
Arbitro: Doveri (VAR: Mariani)
Gol: 79' Politano (N)
Ammoniti: Buongiorno (N)
Stadio: Diego Armando Maradona, Napoli
Le pagelle del Milan: i voti dei rossoneri
Maignan 6 — non ha colpe sul gol, poco impegnato per il resto della partita. Attento quando chiamato in causa.
Tomori 6 — ordinato e solido dal suo lato, non soffre praticamente mai. Esce all'82' per far posto a Loftus-Cheek.
De Winter 5 — gestisce bene la partita fino al 79', poi la deviazione maldestra sul cross di Olivera taglia fuori tutta la difesa e regala il gol a Politano. L'errore che costa tre punti.
Pavlovic 6,5 — il migliore dei suoi. Personalità, anticipo e un salvataggio provvidenziale su Giovane nel primo tempo. Vince la maggior parte dei duelli aerei e a terra.
Saelemaekers 5,5 — Spinazzola lo costringe a restare basso per tutta la sua permanenza in campo. Poco incisivo in fase offensiva, esce al 62'.
Fofana 5,5 — recupera palloni con la solita generosità, ma nella ripresa perde lucidità. Colpe nell'azione del gol per un posizionamento non perfetto.
Modric 6 — classe cristallina nei primi 45 minuti, con tocchi di prima e cambi di gioco da manuale. Cala nel secondo tempo insieme a tutta la squadra.
Rabiot 6 — copre una quantità enorme di campo e non si arrende mai. Manca però l'ultimo passaggio per creare pericoli reali.
Bartesaghi 5,5 — diligente in copertura ma troppo timido in fase di spinta. Non rischia mai la giocata che potrebbe rompere l'equilibrio.
Nkunku 5,5 — tenta qualche strappo in velocità che crea apprensione nella difesa avversaria, ma davanti alla porta è impreciso. Serve di più da un giocatore della sua qualità.
Füllkrug 5 — il peggiore in campo tra i rossoneri. Isolato, mai pericoloso, fatica a dialogare con i compagni. Serata da dimenticare.
Athekame 6 (dal 62') — entra e porta dinamismo sulla fascia. Più propositivo di Saelemaekers.
Gimenez 6 (dal 62') — mobile e partecipativo, si vede con un colpo di testa alto. Dà più profondità all'attacco.
Pulisic 5,5 (dal 74') — entra con buone intenzioni ma non riesce a cambiare il ritmo della manovra. Forse inserito troppo tardi.
Leao sv (dall'82') — troppo poco tempo per incidere.
Loftus-Cheek sv (dall'82') — entra a gara ormai compromessa.
Allegri 5,5 — la squadra è ordinata e compatta, ma la scelta di rinunciare a Leao e Pulisic dal primo minuto priva il Milan della sua arma principale. Le sostituzioni offensive arrivano troppo tardi per cambiare l'inerzia della partita.
Le dichiarazioni del post-partita
Allegri ha parlato a cuore aperto ai microfoni nel dopo gara. La frase che rimarrà nella storia di questa stagione è netta: "La corsa scudetto credo che ormai abbiamo dato, l'Inter ha 9 punti di vantaggio e il Napoli è il secondo". Il tecnico livornese ha poi aggiunto: "Pensiamo all'Udinese e dobbiamo rimanere sereni, siamo dentro il nostro obiettivo".
Sulla partita: "Bisogna essere più veloci a tirare in porta, sennò poi arrivano gli altri". Un monito chiaro alla squadra sulla necessità di concretizzare meglio le occasioni. Poi un avvertimento sulla corsa Champions League: "Bisogna guardarsi dietro dal Como, dalla Juve, dalla Roma, dall'Atalanta che è rientrata".
Pavlovic, uno dei pochi rossoneri a salvarsi, non ha nascosto la delusione: "Siamo molto delusi, volevamo prenderci i tre punti per stare vicini all'Inter". Il difensore serbo ha ammesso i limiti della prestazione: "Siamo stati lenti e abbiamo creato poco, alla fine il gol lo hanno fatto loro". Poi il realismo: "Non ci dobbiamo preoccupare delle altre squadre, pensiamo a noi. Dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo, che è la Champions".
Interessante anche il commento di Gianluca Di Marzio sul futuro di Leao, apparso ancora una volta spento nella sua breve apparizione: "Il ragionamento che fa il Milan è di puntarci. Il Milan ha dimostrato che nessuno è incedibile, ma non sono arrivate offerte importanti da far barcollare il club. Quindi non si è mai neanche posto il problema di capire se metterlo sul mercato o no".
Classifica Serie A e obiettivo Champions League
Con questa sconfitta la classifica di Serie A parla chiaro: Inter prima con 72 punti, Napoli secondo a 65, Milan terzo a 63. Il sogno scudetto è definitivamente tramontato a nove lunghezze dalla vetta, ma il lavoro è tutt'altro che finito. La qualificazione alla Champions League resta l'obiettivo primario e non è affatto scontata: alle spalle dei rossoneri premono Como, Juventus, Roma e un'Atalanta in rimonta che sta recuperando terreno settimana dopo settimana.
Il prossimo impegno per il Milan è la trasferta a Udine contro un'Udinese che Allegri ha definito "una squadra fisica, molto pericolosa". Servirà una reazione immediata — come quella vista dopo la sconfitta con la Lazio, quando il Milan ribaltò il Torino per 3-2 a San Siro — per non rischiare di scivolare ulteriormente in classifica. Con sette giornate alla fine, ogni punto perso può costare carissimo.
La Pasquetta al Maradona lascia l'amaro in bocca ai rossoneri. Una partita in cui il Milan ha avuto solidità difensiva ma è mancato nel reparto offensivo, punito da un episodio nel momento peggiore. Lo scudetto è andato, inutile girarci intorno. Ma questa squadra ha il dovere di rialzarsi immediatamente: la Champions League non è un obiettivo di consolazione, è il traguardo minimo per una rosa di questo livello. Ora testa all'Udinese, con una certezza: servirà un Milan più coraggioso per chiudere la stagione nel modo giusto.
Forza Milan, sempre.